Carmela Gigante

Corso di Formazione di Avellino 

In ogni caso quello che so con certezza, è che sono convinta di avere in mano una bomba, un metodo che sarà apprezzato, un metodo che darà un valore aggiunto alla mia scuola di danza, sicuramente un metodo che ha compiuto quella magia che aspettavo per il mio lavoro.

 

Se un giorno mi trovassi a scrivere un libro sulla mia vita (e non escludo che lo farò), sicuramente questo sarebbe un capitolo importante di esso.

Gicocodanza non è stato solo un semplice corso, ma un'esperienza incredibile che tra l' altro ha coinciso con un momento particolare ed unico della mia vita, che non potrò mai dimenticare.

In questi mesi da Settembre fino ad ora, è stato un turbinio di emozioni: gioia, dolore, entusiasmo e sconforto.

Sicuramente posso dire un periodo di grande cambiamento della  mia vita privata e lavorativa.

Ogni incontro è stato una vera e propria avventura...

1° INCONTRO: Sono preoccupata, dovrò affrontare un viaggio in pullman di circa 5 ore, devo spesso andare al bagno e soprattutto spero che non mi venga la nausea. Sono preoccupata perchè dovrò affrontare un' esperienza nuova e non ho idea se e quanto sarà faticosa...Certo, cercherò di stare attenta e non affaticarmi troppo, speriamo bene.

In una condizione normale il mio spirito sarebbe stato completamente diverso,  adoro le avventure, le situazioni nuove, mi piace ritrovarmi in luoghi dove tutto è da scoprire e con persone da conoscere, ma sono all' ottava settimana di gravidanza, dentro di me c'è il miracolo della vita che devo custodire e proteggere, non voglio che succeda niente al mio prezioso tesoro.

Nonostante tutti gli accorgimenti il viaggio mi ha stancata molto, siamo arrivate in ritardo, c'è freddo e dobbiamo raggiungere il b&b in centro. Aspettiamo per mezz' ora l'autobus e poi, dopo una breve camminata a piedi finalmente ci siamo.

Ora sono in camera e mangio il panino che ho preparato la mattina a casa. Nonostante la stanchezza, io e la mia collega Daniela, decidiamo di fare una camminata per vedere dove si trova la scuola di danza sede del corso. Ma forse la camminata è stata eccessiva, la pancia inizia a tirare e la stanchezza prende il sopravvento. Si torna in camera, a fatica faccio la doccia e vado a letto, ma la sensazione alla pancia non passa, continua a tirare.

La notte trascorre quasi in bianco, la camera è situata su una strada trafficata, prorio sopra un parcheggio. È venerdì sera, i ragazzi escono, si incontrano nel parcheggio con gli stereo delle macchine che già preannunciano nottate in discoteca.

Non ho chiuso quasi occhio, ma ormai è mattino è ora di alzarsi. Doccia, colazione  e via, si parte verso la scuola di danza.

Siamo tante, un bel clima, una bella accoglienza, la maestra Marinella si presenta raccontandosi in breve, foto e brinsisi di inizio corso.

Si parte con una serie di esercizi-gioco  entusiasmanti, nuovi, divertenti e molto stimolanti.

All' improvviso diventiamo tutte bambine e, sapientemente guidade dalla maestra Marinella, scivolo in un angolo della mia mente addormentato che pian piano , piacevolmente inizia a svegliarsi e ad aprirsi.

Sin da subito capisco di trovarmi nel posto giusto e di aver trovato proprio quello di cui avevo bisogno.

Finisce la prima giornata dopo otto ore di giochi e nuove scoperte. Sono felicissima ed entusiasta ma anche tanto stanca. Ora avverto la fatica e mi accorgo di non essermi risparmiata più di tanto come mi ero promessa...Presa dall'entusiasmo ho fatto tutti gli esercizi evitando solo alcuni movimenti, spero di non aver esagerato, anche perchè la pancia inizia nuovamente a tirare.

Il fatto è che quando faccio una cosa non mi piace farla a metà, ne voglio essere coinvolta totalmente e ci metto tutte le energie, ma forse in questo caso non sono riuscita a gestire bene la situazione.

Inizia la domenica, il secondo giorno di corso, solo quattro ore e poi si parte velocemente, anzi io e la mia collega dobbiamo lasciare la lezione un' ora prima perchè abbiamo il pullman del ritorno.

Oggi, fra un' esercizio e l'altro, decido di sederemi su una sedia anziché per terra, in modo da affaticarmi meno. Ma come resistere al gioco col palloncino, alla scultura, alle margheritine e il vento?... In  efffetti questi esercizi-gioco non basta guardarli, bisogna proprio farli diventando bambine per capirne lo spirito, l'essenza, l' utilità.

Arriva l'ora della partenza e in velocità lasciamo la scuola di danza e veniamo accomagnate al pullman.

Anche il viaggio del ritorno risulta faticoso e le vibrazioni del pullman mi danno fastidio, avverto un po' di nausea.

Sono finalmete a casa, provata ma al contempo entusiasta e impaziente di iniziare subito a sperimentare i nuovi giochi coi miei allievi.

La settimana successiva al corso scorre piacevolmente, inizio a modificare sin da subito le mie lezioni inserendo il nuovo metodo e, nonostante siamo ancora all'inizio, mi accorgo subito che tutto funziona meglio, gli allievi sono entusiasti, le nuove musiche stimolanti e sia loro che io, siamo meno annoiati e stanchi. Mi rendo subito conto della grande potenzialità del Giocodanza e di come il mio metodo tradizionale doveva immediatamente essere trasformato.

A questo grande entusiasmo purtroppo si è unito il più grande dolore mai provato in vita mia, infatti una settimana dopo il primo incontro, alla visita di controllo dal ginecologo, scopro che il cuore del mio bambino si era fermato ed era fermo già da una settimana.

Passo i giorni più brutti mai vissuti, sprofondo in una disperazione che nessuno può capire e  consolare.

Ogni mattina mi sento di non farcela di non riuscire ad affrontare le cose, ma poi il pomeriggio mi ritrovo in sala di danza con tante bambine ignare di tutto ciò che mi è successo e così, indossando la maschera del sorriso, cerco di andare avanti.

Ed è proprio ora che il Giocodanza svolge il suo compito più impotrante e mi da un supporto fondamentale nell'affrontare il mio lavoro, le tante ore di lezione e superare il profondo dolore.

2° INCONTRO: Sono passate tre settimane dall' aborto e dobbiamo ripartire per Avellino. Siamo sempre nello stesso b&b al centro, sono un po' angosciata nel pensare di dover rivivere tutti i passi che la volta precedente ho vissuto con una sensazione completamente diversa. Ora sono sola, non c'è più alcuna vita da custodire.

Arrivate ad Avellino la sera, mangiamo una pizza e dopo una doccia mi metto a letto, cerco di rilassarmi, di non pensare e mi addormento.

Mi sveglio di soprassalto con il cuore letteralmente in gola che batte in modo aritmico e veloce, inizio ad avere un bruciore al petto e al braccio sinistro, tremo tutta. Chiamo Daniela dall' altra camera e dopo un'ora in questo stato decidiamo di chiamare il 118. Mi portano in ospedale dove rimango tutta la notte sul letto del pronto soccorso e Daniela seduta su una sedia ad aspettare. Alle ore 8 della mattina dopo, non avendo riscontrato nulla di grave, torniamo al b&b con un' infermiere che gentilmente si offre di accompagnarci.

In camera è come se il tempo si fosse fermato, fotografato all' ultima scena vissuta: la luce accesa, il letto in disordine, la busta della flebo sul comodino... Ma fra un'ora inizia la lezione, quindi coraggio: doccia, colazione e via.

Sono in sala come se niente fosse successo, eppure fatti incredibili hanno sconvolto la mia vita tra il primo e il secondo incontro.

Il sabato è trascorso a fatica con una grande debolezza e una lotta contro il sonno (chissà cosa ha pensato la maestra Marinella)  ma nonostante questo la potenza del Giocodanza ha vinto e anche questa volta porto a casa tante nuove avventure da vivere con i miei allievi.

Ormai le mie lezioni iniziano a prendere tutt'altro aspetto grazie a questo metodo innovativo, inizio a strutturare i vari livelli ed è veramente entusiasmente perchè c'è tanto materiale su cui lavorare. Ora ho tre diverse lezioni per tre diverse età e  e con ogni gruppo sviluppo un programma che esibirò con orgoglio durante le lezioni aperte di Natale.

3° INCONTRO: Questa volta siamo in hotel, vogliamo cambiare ambiente e non tornare più in quel b&b che pensiamo non abbia portato tanta fortuna.

Anche questo incontro però è segnato dall'assenza della Maestra Marinella che ha avuto un' incidente al piede.

Viene però sostituita dalla bravissima Cristina che ci guida in un percorso che tocca la nostra emotività e sensibilità e ci fa riflettere su importanti aspetti del nostro lavoro.

E poi c'è lui, Jo che con la sua energia e vitalità ci porta nel magico mondo del Circo, facendoci fare capriole, salti, equilibri, ruote e verticali.

Anche questa volta tanto altro fantastico materiale con cui lavorare!

Ora rimane l'ultimo incontro dove saremo esaminate, ma sono sicura che anche quello sarà emozionante ed utile.

Nonostante questa esperienza sia stata indelebilmente segnata da un' evento tristissimo, mi ritengo fortunata e soddisfatta di essere entrata nella famigla del Giocodanza, che mi ha dato uno stimolo nuovo per andare avanti con entusiasmo nel mio lavoro.

In effetti a solo 6 anni dall' apertura della mia scuola di danza, gli stimoli iniziavano già a scarseggiare e sono sicura che, se non avessi incontrato la Maestra Marinella con il suo Giocodanza, a breve avrei affidato i corsi dei più piccoli ad un'altra insegnante.

Ora invece sono contenta di lavorare coi miei allievi e trasmettere loro queste nuove conoscenze, di non annoiarli, di non annoiarmi.

Ogni lezione diventa una nuova avventura, una scoperta e dura sempre troppo poco.

Non so, forse se avessi rinunciato al corso e fossi rimasta a riposo ora avrei la mia pancia e starei ancora portando avanti la mia gravidanza...

In ogni caso quello che so con certezza, è che sono convinta di avere in mano una bomba, un metodo che sarà apprezzato, un metodo che darà un valore aggiunto alla mia scuola di danza, sicuramente un metodo che ha compiuto quella magia che aspettavo per il mio lavoro.

Grazie Giocodanza!I