L.   G.

 

sede di formazione : Grosseto 2015 /2016


 

Pensare al Giocodanza come un percorso facile, scontato, significa non aver compreso il valore del percorso  intrapreso da Marinella nel corso del proprio percorso come insegnante di danza.

  Finalmente un insegnante di danza con una notevole caratura culturale su materie apparentemente slegate tra di loro ma intrecciate nell'applicazione artistica della danza 

  Il Giocodanza mi appare non solo come una metodologia di approccio alla danza per i bambini attraverso il gioco bensì una struttura molto più complessa che contiene molteplici sotto-segmenti per la cui comprensione necessiterebbe , probabilmente, un piano di studi universitari.

  Non nascondo che cio' che mi spaventa nella capacità di applicare il Giocodanza, forse, è il vedere tanti segmenti di materie diverse di cui ho poca o nessuna conoscenza ; forse occorrerebbe essere psicologici, pedagogisti, medici,  insomma avere delle competenze più specifiche in campi diversi dalla tecnica della danza.

Mi scuserai Marinella per la confidenza che sto per farti: ho provato fatica nel vivere in prima persona il gioco. L'animo  di noi adulti è così appesantito dalle responsabilità , dalla soccombenza di fronte ad un obbligo imposto da altri, dalla mancanza di libertà, dal peso dell' esperienza di vita non sempre positive che hanno comportato l'omicidio del “ bambino “ dentro di me. 

 Invitare qualcuno, affetto da animo così pesante, a giocare puo' rappresentare una sfida per chiunque.

  Allo stesso tempo comprendere la necessità di capire meglio il mondo dei bambini permette di sviluppare e migliorare le proprie capacità necessarie per costruire il ponte giusto di una più efficace comunicazione con essi. Questa è stata la molla che mi ha permesso di superare la problematica; migliorare se stessi per conoscersi sempre di più se stessi e quindi in modo speculare anche gli altri.

  Soprattutto mi interessa osservare per capire , nella danza terapia l'altro è lo specchio di noi stessi, e capire se i momenti di noia o i momenti di piacevolezza erano condivisi e a quale livello soggettivo. E così anche nel mio gruppo di bambini del 1° anno di approccio alla danza di età 3-4 anni di circa 12-14 bambine ( c'è chi va e viene ahime!) di cui 2 bambini di 4 anni.

  Ho iniziato ad applicare i primi giochi del metodo Giocodanza per vedere la loro reazione e ho scoperto che il gioco è vissuto in modo molto soggettivo, il loro livello di coinvolgimento è mutevole e diverso l'uno dall'altro come la loro risposta non sempre è attiva all'interno del gioco. Ci sono bambine a cui quel determinato gioco non piace , bambine/i che interagiscono solo ai giochi che vogliono loro …insomma è come essere in un frullatore...bambine/i molto volubili....personalità molteplici, energie diverse.

  La difficoltà incontrata è quella di rendere il gioco neutro per tutti, fruibile per ogni personalità, al fine di “canalizzarli” piano piano nei primi e basilari principi del “fare danza”.

  Il quadro tracciato a grandi linee del mio gruppo di “pulcini”  vuole essere lo specchio, umilmente, del gruppo di formazione a Grosseto. Che forse cio' è il comune denominatore che lega gli adulti ai bambini nonostante l'età?

  Per tutti però vale una parola che ho incontrato nella formazione Giocodanza: MAGIA.

 A grandi e piccini piace vivere o immaginare di vivere un momento magico, un atmosfera magica, e credere per pochi minuti alle fate o ad un entità magica ( deus ex machina del teatro greco) che risolve sempre tutto, nel nostro caso risolve il gioco (giocofantasia ) e lo conduce al cambio delle situazioni.

  Questa condizione della magia mi ha riportato indietro nel tempo ricordandomi che per me la danza era magia e siccome tutto il resto non conteneva alcuna atmosfera magica ( esempio: la scuola) non aveva il mio interesse....era una fatica....era una mortificazione...era una frustrazione dove la mia autostima non è mai esistita...ma...ma..... la danza mi ha permesso di costruire un ' isola tutta mia nella quale nessuno poteva entrare e dove potevo volare, pensare, emozionarmi come meglio credevo senza rendere conto a nessuno.  Ho iniziato danza all'età di 6 anni e così non l'ho mai lasciata nonostante mio padre fosse contrario: devo solo ringraziare di cuore la mia mamma che è stata tenace, la sua sensibilità del cuore le aveva detto che  avevo bisogno di danza!! Tanta danza !!!

  Ecco, con questi occhi , con questo cuore, frutto del mio vissuto,  vivo  il Giocodanza come una rinascita un riconferma  ove le difficoltà e i limiti personali possano trovare uno spazio giocoso e al contempo essere oggetto di  gratificazione anche a prescindere dal raggiungimento di un obiettivo. La danza non è punitiva la danza è liberatoria e tutte le allieve, all'interno dei loro limiti se si sono impegnate, sono meritevoli di apprezzamenti positivi , incoraggiamenti e premiazioni.

  Nel Giocodanza di Marinella c'è spazio per tutti, indistintamente e incondizionatamente, è un grande abbraccio che vuole generosamente darsi agli altri....a voi bambini !!!

  Certo non è facile mettere in pratica in modo agevole il Giocodanza perchè contiene tanti elementi come il rigore, la creatività, la logica, in una forma di gioco-divertimento nella quale i bambini sono ignari di tutto questo contenuto .

  Al contempo non è facile essere all'altezza dei bambini , riuscire ad entrare nel loro mondo pensante , Marinella e il suo Giocodanza mi hanno aperto una finestra su un mondo rimasto per molti anni incompleto. Credo che il mio compito sarà quello di  imparare meglio a giocare per riuscire ad acquisire più consapevolezza dei miei limiti, delle mie carenze al fine di soddisfare il loro bisogno di giocare e al contempo il mio obiettivo di canalizzarli per l'approccio alla propedeutica della danza e così via, senza dimenticare il divertimento educativo a livello sociale e comportamentale per educarli prima di tutto al rispetto degli altri e tutelando la loro salute con un programma proporzionato alle varie fasce di  età, come , del resto, in linea con i programmi e gli insegnamenti della RAD.

  Marinella ci hai  generosamente trasmesso consigli e “trucchetti” frutto di anni di studio e riflessioni e percio' occorre da parte mia fare buon  tesoro di questa bellissima ricchezza.

  Imparare cose nuove rinnova lo spirito e noi insegnanti abbiamo bisogno di  rinnovare il nostro spirito per trasmettere la bellezza della danza e la sua magia e far capire che la fede nella danza è ben riposta perchè essa non tradirà mai chi la ama  !

  Adesso amare la danza attraverso il metodo del Giocodanza, per le nuove generazioni, sarà più divertente e più facile grazie a te Marinella !!

Gratias .

Lucia Gabellieri