B. C. Corso di Formazione Brescia


Gratitudine perchè è stato un bel dono, un vero e proprio regalo, un dono della Vita, una nuova opportunità offertami.
Riconoscenza perchè questo mi è stato offerto con tanto affetto, professionalità, generosità e fiducia
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Gratitudine e Riconoscenza. Sono parole un po’ in disuso ai nostri giorni. Non siamo più abituati, forse anche perché bombardati da continui stimoli e distrazioni, a coltivarle; spesso le esperienze si bruciano così velocemente e sono subito ricoperte da altro, che il tempo di digestione e assimilazione a volte si dissolvono quasi in rifiuto o dimenticanza.  Diamo per scontato ciò che la vita ci offre e seguiamo poi il più delle volte i nostri progetti, come delle macchine, non prendendo in considerazione altre strade, altre vie, occasioni di percorso o opportunità che magari stanno lì sotto il nostro naso, ma stiamo guardando le nostre proiezioni e neanche percepiamo la loro presenza. Spesso questo accade anche a livello umano, relazionale ed emozionale.

Ma Gratitudine e Riconoscenza sono le due parole chiave, le parole simbolo, di questa mia esperienza con il Giocodanza.

Gratitudine perchè è stato un bel dono, un vero e proprio regalo, un dono della Vita, una nuova opportunità offertami. Riconoscenza perchè questo mi è stato offerto con tanto affetto, professionalità, generosità e fiducia.

Non sono una persona molto sicura di me, ma mi sono sempre affidata al grande amore che ho avuto per la Danza e per lo Yoga o per chi ho amato per superare le mie difficoltà emotive. E questo amore e questa passione le ritrovo in te Marinella. E mi emoziono sempre quando incontro altre persone che con devozione, professionalità e fiducia seguono ciò per cui sono nate, seguendo la loro vocazione e i propri sogni, rimanendo però sensibilmente incarnati nel presente, senza farsi sbranare dall'arrivismo in cui è facile cadere.

Cominciare questo percorso mi ha stimolato tanto a livello umano, artistico e pedagogico.

Come ben sai io ho sempre insegnato agli adulti (professionisti o anche amatori) o giovani adulti o adolescenti. Giusto a NY avevo fatto un paio di supplenze ad allievi più giovani. Le mie prime lezioni vere sono state alla New York University a 27 anni con allievi che erano poco più giovani di me e l'idea di insegnare a bambine mi ha quindi sempre messo a disagio perché non abituata anche col linguaggio a relazionarmi con loro, se non a piccoli gruppi (come i nipoti e i loro amichetti)!!!

Questo l'ho sempre considerato un pò un mio limite, ma ho anche sempre pensato che per lavorare con i bambini ci vuole più attenzione che con un pubblico adulto. Una preparazione ed una sensibilità sofisticate. E non avevo mai avuto occasione di approfondire i miei studi in quella direzione.

Ma negli ultimi anni, soprattutto attraverso il percorso di Anatomia Esperienziale, e inoltrandomi nella bellezza del corpo, delle sue specificità e delle sue possibilità, spesso ho pensato a quanto sarebbe stato interessante avere l'opportunità di lavorare anche coi bambini, conoscerli, anche perchè mi piacerebbe fare un progetto di danza con persone di diverse età. La danza è un linguaggio universale e l'arte della danza e la bellezza dell'incarnamento nel proprio corpo, non dovrebbero essere negate a nessuno. Quante persone non si sono mai avvicinate alla danza perché non si sono mai sentite adeguate?

Quattro anni fa, mi capitò a Formello di fare uno spettacolo in un chiostro per l'inaugurazione di un Centro Video della danza, in un giorno sorprendentemente freddo. Ebbene le bambine di una scuola di danza del luogo,  si sedettero comunque a terra e malgrado la temperatura e lo spettacolo di sperimentazione (soprattutto a livello musicale, John Luther Adams e non un piacevole Mozart o musica più riconoscibile) rimasero là sedute, con gli occhi spalancati e incuriositi fino alla fine e grandi applausi e domande al termine di tutto. Ecco, i bambini riescono a sentire e a vedere. Hanno una loro personalità e un gusto che va coltivato,  e come artista che veramente ha sempre dato la vita per portare avanti la Danza e la sua poesia, sento una responsabilità, con il passare del tempo, rispetto a cosa lascerò e a cosa posso lasciare col mio lavoro in questa vita e in questo mondo.

Dopo questo corso comincio a sentirmi autorizzata a provare, a inoltrarmi anche in questo mondo bambino, ritrovando la mia parte bambina, quella che ha sempre creduto e saputo in fin dei conti ciò che dovevo fare con la mia vita!

Ogni lezione, ogni incontro, è stato uno stimolo profondo per ripercorrere anche il mio percorso artistico, di rivedere anche il mio insegnamento con gli adulti, di considerare anche loro un pò bambini.

Sicuramente mi ha aperto una parte più dolce, meno monacale e maniacale che ho di lavorare a volte (!!!), e un nuovo modo di vedere chi ho di fronte a lezione. In fin dei conti anche un adulto viene a lezione per sognare, per ballare, per immaginare, per sentirsi, per gioire.

E poi mi ha aperto stimoli creativi. Ed io quando parto non mi fermo più! E anzi proprio ora mi è venuta in mente un'idea che però ti racconterò meglio a voce, ma che si chiama "La venditrice di sogni"... magari potrebbe essere  stimolo per un nuovo gioco di fantasia. Non mi piace scrivere racconti, ma potrebbe essere un bel gioco! La venditrice di sogni è una bambina che ha tantissima creatività ma non ha i soldi per realizzare i suoi desideri. Allora che fa? per pochi soldini comincia a vendere i sogni alle persone che ormai non hanno più fantasia e conducono noiosamente la loro vita, o li regala in cambio di piccoli aiuti per realizzare il suo...

Ogni momento di questo corso è stato un'occasione di crescita, di domanda, di studio. Mi sono messa a sperimentare col mio corpo, nel mio training di contemporaneo, nelle lezioni di classico che prendo con altri insegnanti. Ho fatto emergere tanti perchè? Ho ancora più voglia di studiare di prima, è stato veramente un grande stimolo.

Mi sono ritrovata come da bambina, quando mi sentivo un pò vestale, un pò sacerdotessa della Danza. Nessuno mi aveva suggerito questo, ma sentivo una forte sacralità, una sorta di processo alchemico avvenire dentro e fuori di me quando danzavo. Ero certa di toccare mondi altri con la danza. E lo sento ancora adesso, e questo a volte ha influito sulla scelta di dire di no a certe situazione che seppure prestigiose sentivo negative nello spirito.

Inoltre è sempre bello condividere queste esperienze con persone nuove, varie, sempre diverse da noi per tante cose e sempre uguali a noi per piccoli dettagli.

Devo dire che essere nipote della grande Mirdza mi mette un po’ di soggezione! Ma cercherò di fare del mio meglio con questo dono che mi hai offerto e di apportare il mio massimo contributo affinché il Giocodanza possa espandersi e avere il riconoscimento che merita!

Grazie, grazie di cuore

Benedetta