CATERINA FAVA Corso di Formazuone Brescia 2015/16

“Non si vede bene che con il cuore”

Provare per credere! Io intanto mi godo il viaggio: maturo ritornando bambina, educo guardando crescere. 

 

LA SALITA

  Correva l’anno 2014 quando per la prima volta entrai, da maestra, nella sala da ballo: subito quattro occhietti incuriositi si posarono su di me; in quel momento mi sentivo più piccola e impaurita di loro. Cosa avevo io da offrire a quelle creaturine? Potevo io contribuire a far sbocciare quei teneri fiorellini? Il nulla annebbiava la mia testa, e il mio cuore era offuscato dall’ansia di essere all’altezza, di far crescere grandi ballerine, di soddisfare i genitori.. insomma, di svolgere nel migliore dei modi il mio lavoro.

  E’ stato un anno di grande fatica: le ore passate ad inventarmi gli esercizi, a immaginare l’appropriatezza dei movimenti all’età delle bambine, a strapazzarmi il cervello sulla modalità da usare per mantenere viva la loro attenzione; insomma, stavo camminando lungo una impervia salita e per di più.. ero sola! La meta non si vedeva all’orizzonte, fino a quando compresi la necessità di una guida per proseguire il cammino. Come si è educati alla danza, così si è educati all’insegnamento: e-ducati, cioè portati, supportati.
 

Ecco allora che Marinella mi prese per mano indicandomi la via, un po’ come Virgilio accompagna Dante nel viaggio verso Dio.

“E poi che la sua mano alla mia pose,
con lieto volto, ondio mi confortai,
mi mise dentro alle segrete cose.”
(Inferno III, vv.19-21)
 

UN VIAGGIO IN COMPAGNIA

  Allora la salita diventò meno ripida, ed il viaggio dell’insegnamento si tramutò in una avventura entusiasmante e divertente: insegnare giocando!  Mi travolse un grande stupore il primo giorno di formazione: io, abituata al clima serioso e competitivo che regna nella danza, venivo chiamata “bimba”, ridevo con la maestra Marinella, giocavo con le altre “ piccole grandi bambine” (Il GiocoDanza non ha età!!).
  Questa gioia si è rinnovata ad ogni incontro di formazione, con scoperte nuove e nuovi strumenti per insegnare.
  Non potrò mai scordare le emozioni emerse dal mio cuore giocando a “il velo e la forma” …  com’è possibile che un rozzo sacchetto della spazzatura diventi mio compagno ballerino, tanto da farmene sentire la mancanza? Un pensiero mi è balzato alla mente: ogni cosa ci parla se tendiamo l’orecchio e, curiosi, ne ascoltiamo la voce. In fondo, lo svela anche la volpe al Piccolo Principe:

“Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.
 

FINALMENTE.. PULIZIA!

  Come definire questa esperienza…? uno splendido percorso di pulizia del cuore, direi.

  In una società dove viene osannato l’ultimo modello ipercostoso di Iphone, il GiocoDanza risponde con un misero sacchetto da 1 centesimo, qualche cappello di nonne, fratelli e.. chi più ne ha, più ne metta; dove gli uomini sono immersi nei loro mondi tecnologici inanimati, il GiocoDanza risponde con una immersione negli occhi di chi ci troviamo di fronte; dove si corre per raggiungere un lussuoso resort , il GiocoDanza risponde con un viaggio in bicicletta per raggiungere il “Circus Fantasy”, un’immersione nel mare per conoscere le sirene, un’esplorazione dello spazio galattico ... il tutto a portata di UNA stanza e di CUORI che COMPARTECIPANO. Forse penserete: il guadagno, qui, dov’è? Io suggerisco.. riscoprire la semplicità e la grandezza del proprio cuore di bambino. “Se non ritornerete come bambini non entrerete nel Regno dei Cieli”; che sia forse uno stralcio di Paradiso in terra,  questo guadagno del ritornare bambini?

  Provare per credere!   Io intanto mi godo il viaggio: maturo ritornando bambina, educo guardando crescere