SARA CORTIVIO
Corso di Formazione Brescia 2015/16


Marinella, in questo breve tempo sei riuscita a trasmetterci ed a farci capire il perchè ami così tanto il tuo lavoro. 

 

  Mi ritrovo davanti al computer cercando di recuperare tutto il vissuto di soli tre incontri; "solo tre incontri" penso, ma il quantitativo di nozioni, pensieri e ricordi che si affollano nella testa dimostrano che "solo" non è la parola più corretta.

  Non era la prima volta che vedevo delle lezioni di danza per bambine trattate in questo modo poichè ho affiancato per un po' un'insegnate che aveva frequentato anche lei questo corso.
  Infatti ho deciso di frequentare le lezioni del metodo Giocodanza sotto suo consiglio e della direttrice della mia scuola che lo riteneva valido, soprattutto per poter iniziare il mio approccio con le piccole ballerine.

  Quando ho dovuto iscrivermi ho letto nella presentazione "è fondamentale ritrovare la bambina che c'è in voi" e subito mi sono tranquillizzata; ho pensato: "su questo non ho problemi, non l'ho mai perduta", sono molto giovane e potrei benissimo rappresentare il Peter Pan donna dei nostri tempi.

  Tutto questo per dire che sapevo esattamente a cosa stessi andando incontro ma non di trovarmi davanti ad una donna così piena di passione ed energia.
  Nonostante la stanchezza fosse tanta, appena rimbombavano le parole "bambine siete pronte?", tutto ad un tratto ti ritrovavi ai tuoi primi anni di danza con una voglia di fare, forza ed energia infinita.
  Questo era ciò 
che questa maestra con un'orsacchiotta trasmetteva ai nostri occhioni desiderose di imparare ed ascoltare.

  Ho scelto di iniziare il percorso di insegnante di danza perchè ricordo che quando ero piccina, i miei primi anni in quella stanza con il pavimento di  legno, adoravo la mia insegnante. Certo, avevo deciso io di iniziare danza ma è la mia maestra che mi ha permesso la continuità trasmettendomi tutta la passione del ballo, la felicità di muovere il corpo ed il senso di libertà nell'eseguire i movimenti che si sentono.

  Andavo a danza e faticavo ma mi divertivo tantissimo; adoravo la mia maestra e ancora oggi la ricordo con molto affetto.

  Ecco, è stato questo che mi ha spinto a voler insegnare danza: volevo trasmettere la passione per la danza come hanno fatto con me; mi piacerebbe far capire quanto la danza sia un'attività, un'arte speciale, quanto si possa conquistare con la danza così da far innamorare anche altre persone che possano continuare ad esprimersi attraverso essa. Vorrei essere quel ricordo che permette di innamorarsi della danza.

  Sono ai primi approcci ma ho da subito notato la difficoltà di insegnare la base della danza senza essere troppo severa, noiosa e rimanendo un'amica per le bimbe.

  Nel metodo Giocodanza ho trovato un ottimo minestrone di tutto questo. In ogni gioco ci sono delle regole che vanno rispettate per poter assicurare la riuscita dello stesso insegnando quindi l'importanza della disciplina; il divertimento è assicurato per la varietà e la fantasia dei giochi e la danza, bhè, è intrinseca in tutto.

 Mi ha stupito molto come tutte le nozioni anatomiche, biomeccaniche, metodologiche e fisiologiche apprese durante i miei studi in Scienze delle Attività motorie e sportive vengano prese in grande considerazione e utilizzate per insegnare e costruire i programmi nel metodo Giocodanza. Oltre che insegnare danza, infatti, preserva la salute, sia fisica che psicologica, del bimbo attraverso la consapevolezza del corpo, della respirazione ed evitando forme che in un futuro potrebbero nuocere alla fisicità.

  Concludo quindi affermando che ho trovato davvero molto utile questo percorso che ha fatto nascere in me tantissimi spunti su cui poter riflettere e lavorare. Lo trovo un metodo innovativo e spettacolare per la ricchezza di nozioni e la purezza con cui le bimbe imparano.

  Sono molto felice di aver conosciuto delle colleghe straordinarie e di essere entrata in questa grande famiglia che, a quanto pare, si espanderà ancora