Bassi Daniela

Ecco, in quell’esatto momento tutto si risvegliò in me, la danza era ed è la mia strada!

Per poter fare una relazione completa è necessario, per me, partire dall’inizio…

Mi presento, io sono Daniela, una ragazza di 25 anni che ha da sempre visto nella danza un luogo dove sentirsi protetta e dover poter dare libero sfogo a tutte le sue emozioni;  amo la danza,  amo danzare e ancor più amo vedere dei piccoli esseri danzare con l’anima, come solo loro sanno fare.

Ho iniziato il mio percorso in una piccola scuola in provincia di Bergamo e ancora oggi provo per la mia prima insegnante una gratitudine infinita, quando ho letto nel libro le parole di Marinella per Mirdza le ho sentite un po’ mie…

La mia Mirdza si chiama Klara e ricordo che con lei tutto era magico, le sue parole mi sembravano dei suoni meravigliosi, le sue mani perfette, le sue movenze illuminate da una luce unica.

Fu lei ha mandarmi a Milano in un’accademia per poter “davvero studiare”, e a 17 anni  iniziò il mio percorso in una scuola grande, bellissima, con sale enormi e tante persone che condividevano con me l’amore per la danza.

Rimasi lì due anni, due anni dove imparai tanto sulla tecnica della danza,  sulla storia della danza e sull’anatomia ma purtroppo dove persi anche tanto: venivamo trattati come esseri non pensanti, privi di emozioni, e questo mi destabilizzò molto, io che usavo la danza come sfogo, ora ero in trappola!

Finii l’anno ma decisi che avrei concluso i miei studia altrove, ed infatti mi trasferii a Torino dove, al Balletto di Torino, trovai meno sale, meno persone ma un incredibile voglia danzare, di emozionare, di vivere davvero la danza! Fu davvero un anno incredibile!

Finiti gli studi iniziai a fare alcune audizioni come danzatrice ma per fortuna capii subito che non era quella la mia strada, amavo danzare si, ma era un amore talmente grande che mi resi conto che non potevo tenerlo per me così iniziai ad insegnare.

Il primo anno di insegnamento  fu un anno pieno di dubbi e paure ma anche di soddisfazioni mai provate.

Non passò  molto da allora, circa due anni, e mi ritrovai in una crisi profonda, le mie lezioni erano piene di bambini affamati di divertimento e di danza ed io non sapevo più cosa fare, mi sentivo  vuota, senza nulla da dare se non quelle lezioni “pallose” che io avevo fatto e studiato,  mai come in quell’occasione mi sono resa conto di quanta verità c’è nel dire che se l’insegnante si annoia i bambini non si divertiranno mai!

Qualche giorno dopo aver preso coscienza del mio stato d’animo parlai con Monica, mia collega ma soprattutto amica, e, con il senno di poi, fortunatamente, riscontrai in lei la stessa demotivazione. Iniziammo così a cercare, a chiedere, a sperare in qualcosa che ci svegliasse da quest’incubo!

Google ci diede come prima opzione due parole magiche “Gioco Danza” …

Leggemmo il programma, scrivemmo per avere maggiori informazioni e senza perdere altro tempo ci iscrivemmo!

Dopo due giorni dall’invio della mail per l’iscrizione ecco arrivare la risposta:

Le dobbiamo comunicare che da ieri le iscrizioni sono chiuse per raggiunto limite massimo di trenta (I corsi sono a numero chiuso). Comunque la sua domanda viene tenuta in evidenza e se si dovessero liberare dei posti per rinuncia, come avviene ogni anno, Lei è la prima a rientrare”

Lessi questa risposta e crollai… probabilmente non dovevo più insegnare, non era la mia strada, forse la danza era un luogo solo mio…

Le parole “ieri” e  “la prima a rientrare” giravano nella mia mente come un giradischi incantato, ma, dopo 10 giorni nella mia casella di posta vidi una mail…

Abbiamo programmato un nuovo percorso, a presto”

Ecco, in quell’esatto momento tutto si risvegliò in me, la danza era ed è la mia strada!

L'11 Novembre agitata e speranzosa mi ritrovo in sala con altre 40 ragazze ed ecco che entra Marinella che come prima cosa dice “Ciao bambine!”, subito nella mia testa si forma il pensiero “si, sono nel posto giusto!!”

Da li, con nastri, veli, paracaduti, cerchi, materassi, strumenti, animali, colori e forme ho riscoperto il bambino che c’era in me ma soprattutto ho ritrovato me stessa, la mia passione, il mio amore per questo lavoro.

Questo percorso è stato ricco di contenuti tecnici, di scoperte e metodi ma sicuramente la cosa che ricorderò per sempre è la generosità e l’umiltà delle persone che ci hanno formate, persone che non volevano “semplicemente” passare un metodo ma arricchire tutte quelle bambine che gli stavano davanti.

Ho provato a pensare ad un momento simbolo di questo percorso ma sinceramente non riesco perché non posso scegliere tra le spiegazioni precise di Marinella, la giungla fatta con il meraviglioso Paolo, le acrobazie con Jo,  lo scambio di ruoli con Laura, il mettersi a nudo con Aurora, la scoperta di nuovi movimenti con Benedetta, le battute dell’incantatore Giulio…  insomma ognuno mi ha lasciato tanto, molto più di quello che potessi immaginare!

Forse sono ripetitiva ma penso che un GRAZIE non sia abbastanza nei confronti di Marinella e di tutto il suo staff perché hanno risvegliato qualcosa che in me stava appassendo ma non solo, questo percorso mi ha dato tanti stimoli, tante idee e tanta voglia di fare, inventare, sperimentare!

Finalmente la mia bambina interiore è esplosa!!!

Ancora Grazie a tutti voi, a molto presto!!