Alesandra Ferraro formazione Castrovillari 2013/14

 

 

 

 

 

Basta Trudi!!! Scusami Marinella ma Trudi mi da i pizzicotti perché forse ho un po’ allungato il discorso e mi dice che dovrei tirare le somme!!!!

 

Salve! 

Chi sono? Certo, scusami non mi sono ancora presentata…beh sono Alessandra, una bimba un po’ loquace ma timida nella scrittura. Ma oggi voglio proprio fare un’eccezione e scrivervi tante cose belle e colorate su questa esperienza vissuta, ricca di emozioni e nuove scoperte.Salve! 

Pian piano Ale !!! Altrimenti rischi di ingarbugliare tutto e noi bimbe un po’ birichine a volte ne
facciamo tanti di ingarbugli.

Come mai mi sono ritrovata quella mattina con te, Marinella? E con Lulù, Teddy, Jo e come scordarmi delle mie amiche curiosone: Angela, Antonella, Wendy, Emanuela, Meri, Paola, Alessia, Pamela, Zaira, Tatiana, Maria Romina, Denise, Ines, Erika e Carmela?

Pensandoci la mia curiosità verso te, Marinella, e il tuo mondo Giocodanza , la risvegliò una bimba di nome Mara che mi parlò di te e il tuo fantastico mondo. Decisi di informarmi un po’ e finalmente mi avete accolta nella vostra Grande Famiglia, dove come in ogni famiglia che si rispetti vi sono: La Mamma - Marinella, Il Babbo - Jo, e la figlia maggiore - Lulù che ora si è trovato anche il Fidanzato - Teddy,  la consuocera Cristina e poi vi sono tante tante altre figliole e cugine, insomma una Grande Famiglia destinata a crescere alla grande.

Sai Marinella, quando entrai  il primo giorno nella tua aula pensai: ”chissà cosa ci aspetterà ora!”. Già, li mi era appena partita quella molla, quella curiosità tipica dei bimbi.

“ Salve Bimbe ... “, le tue prime parole e tutte ci siamo guardate sorridendo perché tu ci avevi appena accolto in una maniera veramente curiosa, ricordandoci che tutti siamo state bambine. Quel tuo accoglierci in quel modo, ci ha fatto riaprire quella sfera abbandonata, messa in letargo, dalla maggior parte di noi adulti, in qualche parte del nostro Io,  e tu sei arrivata ed è come se ci avessi detto: “ Ehilà su sveglia ... puoi ancora divertirti e far divertire !!!”.

Giusto!!!Ecco cosa avevo dimenticato... Ale,  sei arrivata nel momento giusto, nel posto giusto in questo viaggio!!!

Io, appena compiuti quarant’anni, comincio a sentirmi vecchia o meglio a sentire di dover ricarburare me stessa e non rischiare così di annebbiarmi e di conseguenza portare grigiore a quegli esserini minuscoli che si chiamano - Bimbi -.

Questa parola,  BIMBI, che bel suono che ha… mi richiama alla mente, la prima volta che entrai in un‘aula di danza non da allieva ma da maestra, allora vedermi davanti a tanti piccole creature con gli occhietti bramosi della mia attenzione mi mise un po’ in panico, e dissi tra me e me: “ … e ora che faccio???”.

Dopo tanti anni finalmente si trova una chiave d’acceso, ognuno di noi in base alla propria esperienza ed in base alle annate che si ritrova davanti. Ma comprendo sempre più che sono proprio loro stessi, quei bimbi così piccoli, che giorno dopo giorno, ti arricchiscono la mente, il corpo, l animo e ti insegnano la strada giusta da percorrere.

Sai Marinella, negli anni ho sperimentato tante tecniche, perché spesso vedevo che alcune lezioni annoiavano i bimbi. Così provai a mettermi in discussione,  mi sedevo con loro e loro mi riempivano di domande, mi inventai canzoncine sugli esercizi e tanto altro.

Tutto ciò notai, creava in loro interesse e sai la cosa più bella quale era!? Vedere che loro si divertivano, sorridevano con me, ma da li in poi bisognava  dare anche un’ordine a quei esercizi cantati ma improvvisati...

Tipo: Il famoso burattino diventava Testa spalle pancia piede schiena spalle collo testa lungaaa, fatto a cantilena sulla musica  diventava quasi uno sciogli lingue.

Il tutto diventava così buffo, con me che son stonatissima, di lascio immaginare ??? Pensandoci mi vien da ridere, ma a loro poco importava del mio talento vocale     perché la maestra si divertiva con loro facendo anche le facce buffe... 

Marinella, nel mio lavoro non mi è mai mancata la volontà, ma averti incontrata lungo la mia strada mi ha fatto vivere sulla mia stessa pelle l’importanza di come il Gioco possa aiutare a formare futuri probabili danzatori e mal che vada,  comunque,  delle persone equilibrate e creative. Il tuo metodo mi lascia ben sperare, che io sia sulla buona strada per poter continuare e contribuire a far felice tanti bimbi.

Quel che è certo è che chi si avvicina a te e al tuo metodo deve sentirsi bimba o bimbo e non temere il giudizio dell’occhio adulto ma osservare il tutto con occhi innocenti e curiosi e soprattutto provare, provare e ancora provare ad essere in quei momenti veramente il bimbo o la bimba che è alla scoperta del mondo sonoro, tattile e sensoriale a 360°.

Nel tuo mondo bisogna assaporare tutto senza schivare niente.  Altra cosa fondamentale è volersi divertire tanto, amare se stessi e gli altri, trovare spunti da ogni cosa ma soprattutto da loro, i Bambini, essere speciale e sopra ogni cosa, rispettarli.

A proposito è stato un bene aver incontrato anche - Cristina - la mamma di Teddy il fidanzato di Lulù, ovvero la consuocera buona della Mamma Marinella … ahahaha.

La Cristina,  ci ha portato ad un bivio dove non c’era altra possibilità tranne che rimetterci sul nostro trascorso di bimbi e risentire le sensazioni che provavamo da piccoli, ognuno con il proprio vissuto cosi da poter essere loro, i bimbi, e sentire quel che loro provano.

E’ proprio vero bisogna essere loro, riuscire ad immedesimarsi in loro per captare quel che per loro è soddisfacente e utile per una loro crescita equilibrata …

Marinella, tu fai proprio questo quando dici:” Ciao Bimbe…”, ci apri la porta di quel Castello magico che ci fa entrare nel mondo fatato dove tutto è possibile, il Mondo dei bimbi.

La giornata passata con Cristina ha portato a galla tutto il colore che ho avuto nella mia infanzia e mi ha dato una sensazione di benessere. Vedere le altre emozionarsi, magari anche per ricordi banali e più importanti, mi ha fatto capire quanto fortunata io sia stata e di quanto noi adulti abbiamo bisogno di tenere con noi queste sensazioni della nostra infanzia per poter vivere il mondo adulto con occhi più sereni.

In quest’incontro Marinella, ho scoperto di aver lasciato qualcosa nel cuore delle mie piccine, ho scoperto di aver lasciato negli anni qualcosa nei loro ricordi e ne è l’esempio il disegno creato dalla mia ex allieva presente anche nel nostro gruppo. Ricordarsi il primo giorno di danza con me, vederlo con i suoi occhi da bimba, mi ha commosso tanto e fatto capire che loro porteranno sempre qualcosa di noi, nel loro vissuto e perciò dobbiamo essere sempre capaci di regalare ai bimbi un sorriso, anche quando a noi la vita non ci sorride per mille ragioni.

Il Sorriso non deve mai mancare sul nostro viso, è un nostro dovere perché loro ci donano tanto amore e tante emozioni, e siamo tanto fortunati a poter lavorare con loro che giorno dopo giorno, anni dopo anni ci fanno scordare il passare degli anni, aiutandoci a tener vivo il bimbo che è in noi.

Noi dobbiamo essere coscienti nel momento in cui entriamo in aula che ogni creatura che entra in contatto con noi è un essere speciale che ha bisogno di essere guidato senza costrizioni ma accompagnato nella scoperta di cose fondamentali nei primi anni di formazione, accompagnarli con il sapore di divertimento e mai con il sapore di forzatura perché automaticamente scatterà in loro un ripudio a tutto ciò che richiederà un impegno fisico e mentale futuro più elevato e soprattutto non lascerà un sapore dolce ma amaro.

Nel percorso di Giocodanza, noi, interagiamo con bimbi che non per forza continueranno con lo studio della danza nel vero senso. Gli anni di Giocodanza dovranno essere un ricordo colorato e ricco di emozioni positive, cosi da lasciare alla futura società, persone sane e con tanta tanta creatività perché essa è il motore della vita.

Alla fine di questo percorso con te, Marinella, posso dire che mi sento rigenerata ed è proprio di questo che avevo bisogno:  risentirmi allieva, assaporare i tuoi giochi sulla mia pelle e verificare che in aula con i miei piccoli, si crea la stessa sensazione di benessere che ho provato io nel farli con te.

Vedere i loro visi illuminarsi anche solo nel sentire quelle musiche fatte ad hoc su ogni esercizio e poi riproporgli i tuoi  giochi, giocando io stessa con loro è stato veramente rigenerativo per me come maestra e divertentissimo per loro.

Sai, un po’ mi dispiace che sia terminato…il fare noi le bimbe è un gioco che tanto mi piaceva in quell’aula con tutti voi. L’essere bambina é una cosa che non voglio far sparire dalla mia quotidianità, perché mi fa stare da Dio, vedo il colore anche nella cosa più grigia che ci sia…

Penso che il segreto è proprio questo, conservare sempre un pizzico di allegria dei bimbi e ricordarci di farla uscire, mostrarla attraverso il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore , appena sta per arrivare quell’alone di grigiore del mondo degli adulti che ci rende tutti uguali.

Trudi, ah dimenticavo di presentartela! Trudi è la mia amica tartaruga regalatami da una mia allieva un paio d’ anni fa ed ora è diventata la mia assistente, tanta amata dai miei bimbi. E’ un po’ impicciona ma di grande aiuto quando i bimbi birichini non vogliono ascoltarmi.

Basta Trudi!!! Scusami Marinella ma Trudi mi da i pizzicotti perché forse ho un po’ allungato il discorso e mi dice che dovrei tirare le somme. E che…insomma…vorrei star qui a parlare per non separami da tutti voi e so già che mi mancherete.

Io sono una che si affeziona tanto, ma ci rivedremo presto perché come ogni grande bella famiglia ci incontreremo come promesso di tanto in tanto e sicuramente avremo tanto da raccontarci…non vedo l’ora !!!

Buon Lavoro a te Marinella e a tutta la nostra famiglia

Con affetto Alessandra Ferraro