Il Diritto d'Autore
DEFINIZIONE

Una definizione di carattere generale del diritto d’autore è quasi intuitiva, poiché deriva dallo stretto legame che esiste tra l’opera dell’ingegno e colui che l’ha creata: il romanzo è di chi l’ha scritto, la canzone di chi l’ha composta, cantata e musicata e così via dicendo.

Detto vincolo permane, indipendentemente dalle situazioni che possono subentrare al riguardo sulla sorte degli esemplari dell’opera o da chi li possiede materialmente: copie dei libri, dei supporti fonografici, del dipinto, ecc.

Tradizionalmente si distingue tra corpus mysticum, l’opera considerata come bene immateriale, e corpus mechanicum, gli esemplari in cui si concretizza materialmente l’opera, (il libro, il disco, il supporto, ecc.): il diritto sul primo spetta all’autore, mentre sul secondo si manifesta quello di colui che ha acquistato l’oggetto concreto su cui l’opera è stata impressa.

All’autore sono perciò riconosciuti alcuni diritti assoluti e attribuiti in via originaria, che tutelano la propria personalità di autore e vengono chiamati diritti morali, mentre avuto riguardo all’utilizzo economico dell’opera creata (il libro, la canzone, ecc.), si ha il diritto all’utilizzazione economica. Appare fondamentale conoscere, innanzitutto, come sorgono questi diritti in capo all’autore. Il Codice Civile e la legge sul diritto d’autore forniscono l’aiuto necessario.

L’art. 2576 c.c. e l’art. 6 della legge sul diritto d’autore dispongono che il titolo originario dell’acquisto del diritto d’autore è costituito dalla creazione dell’opera, quale particolare espressione del lavoro intellettuale.

Ciò significa che l’acquisizione del diritto è dato dal solo fatto della creazione dell’opera, senza che siano richiesti ulteriori atti o fatti o formalità, quali possono essere la pubblicazione dell’opera o il deposito o la registrazione.

Per esempio, l’art. 106 della legge sul diritto d’autore prevede che l’omissione del deposito dell’opera, prescritta dal precedente art. 105, non pregiudichi l’acquisizione e l’esercizio del diritto d’autore. Come, d’altronde, non è necessario che l’autore di un brano musicale depositi la propria opera presso una società di autori per vedersi riconosciuta la qualità di autore; esso spetta sin dal momento della sua creazione.

Infine l’art. 8, sempre della legge sul diritto d’autore che reputa autore dell’opera, salvo prova contraria, colui che in essa viene indicato o annunciato come tale nella recitazione, esecuzione, rappresentazione e radiodiffusione dell’opera stessa. Spetterà a chi contesta tale qualità e assume che l’opera non sia stata creata da chi si è qualificato come autore, fornire la prova del proprio assunto.

 

COPYRIGHT E DIRITTO D’AUTORE

Nell’ordinamento giuridico italiano il diritto d’autore è riconosciuto per la creazione di un’opera dell’ingegno che sia caratterizzata da creatività. La tutela dunque nasce riferita all’opera che è stata creata e, dopo la creazione, i diritti appartengono in via esclusiva all’autore.

Secondo la legge 22/04/1941 n. 633 (cosiddetta "legge sul diritto d’autore" o anche semplicemente l.d.a.) sono protette dal diritto d’autore “le opere dell'ingegno di carattere creativo che appartengono alla letteratura, alla musica, alle arti figurative, all'architettura, al teatro ed alla cinematografia, qualunque ne sia il modo o la forma di espressione” (articolo 1). Il diritto d’autore sulle opere dell’ingegno è disciplinato anche nel nostro codice civile dagli articoli 2575 – 2583.

Che cosa si intende per “opera dell’ingegno di carattere creativo”? La dottrina e la giurisprudenza negli anni hanno ricondotto la nozione di creatività all’esistenza di novità (opera non già esistente o opera che comunque risulti nuova rispetto allo stato delle conoscenze attuali) e originalità. È, inoltre, necessario che l’opera sia espressa in una qualche forma e appartenga, o sia riconducibile, ai generi protetti dalla legge sul diritto d’autore, indipendentemente dall’eventuale pratica utilità.

Va, infatti, sempre ricordato che il diritto d’autore non tutela l’idea in sé, ma in quanto tradotta, espressa, in una forma di carattere creativo. I connotati descritti distinguono la tutela accordata dal diritto d’autore dal brevetto per invenzione industriale.

A seguito di recenti modifiche legislative, intervenute anche in applicazione di direttive europee per l’armonizzazione del diritto d’autore all’interno dell’Unione europea, oggi sono protetti dal diritto d’autore anche il software come opera letteraria e le banche dati che per la scelta o per la disposizione costituiscono una creazione intellettuale dell’autore (articolo 2 legge sul diritto d’autore

Più nello specifico per quanto riguarda il software gli articoli 64bis ss l.d.a garantiscono la protezione sia della forma letteraria comprensibile all’uomo (codice sorgente), sia della forma digitale (codice oggetto). La tutela è estesa anche anche al materiale preparatorio alla base del programma, ma non alle idee ed ai principi. La creazione del software è titolo d’acquisto originario del diritto d’autore..

Questi aspetti hanno imposto in qualche modo una rivisitazione dell’istituto ed un suo adattamento. Ciò che rimane prioritario ed importante è tutelare la proprietà intellettuale intesa come forma in cui si esprime il lavoro intellettuale.

. Tuttavia, è bene ribadire che in Italia il diritto d’autore esiste con la semplice creazione di un opera che abbia i requisiti sopra visiti. Ciò significa che se si è proceduto al deposito di un’opera che non presenta, anche a seguito di accertamenti, i requisiti di tutelabilità secondo la l.d.a. essa non sarà coperta dal diritto d’autore ed il deposito (o la registrazione) effettuato non avrà alcuna efficacia. 

Al titolare del diritto d’autore la l.d.a. riconosce il diritto morale ed i diritti di utilizzazione dell’opera (o diritti patrimoniali).

Il diritto morale è il diritto alla paternità dell’opera, ad essere riconosciuto autore di quell’opera, è un diritto inalienabile, è indipendente dai diritti patrimoniali, dopo la morte dell’autore può essere fatto valere dagli eredi senza limiti di tempo. In altre parole il diritto morale attribuisce all’autore il diritto di rivendicare l’opera e di opporsi a qualsiasi modifica o danno che possano arrecare pregiudizio all’onore e alla reputazione dell’opera. Nel sistema del copyright anglosassone solo recentemente è stato introdotto il diritto morale.

Tra i diritti patrimoniali riconosciuti dalla l.d.a. vi sono il diritto di pubblicare l’opera (la pubblicazione coincide con la prima forma di utilizzazione economica dell’opera), il diritto di riprodurre copie in qualsiasi modo, il diritto di rappresentare in pubblico, il diritto di diffondere con un mezzo di diffusione a distanza, anche via satellite e via cavo, il diritto di distribuzione, il diritto di tradurre, di elaborare, il diritto di noleggio e di prestito delle biblioteche.

Il diritto d’autore si acquista a titolo originario con la semplice creazione dell’opera, espressione del lavoro intellettuale. Non è quindi necessario un deposito, una registrazione, né più in generale alcuna attività costitutiva del diritto. 

Ciò si spiega poiché il diritto d’autore tutela la forma espressiva (non l’idea) e nasce quindi con la stessa creazione, a differenza di quanto accade nella tutela brevettuale per le invenzioni industriali, dove il brevetto tutela la scoperta, l’invenzione ed il deposito ha valore costitutivo del diritto di esclusiva che viene attribuito. Mentre il diritto morale attribuisce la paternità dell’opera ed è inalienabile e sempre rivendicabile anche dopo la morte dell’autore, i diritti patrimoniali sono diritti disponibili e sono oggetto di accordi e licenze che ne regolano il loro sfruttamento economico.

La tutela giudiziaria in caso di violazioni del diritto d’autore può essere esercitata con varie tipologie di azioni, sia civili che penali a seconda della violazione commessa. Tra le più frequenti ricordiamo le azioni per il sequestro di materiale, le azioni inibitorie per la cessazione di qualsiasi attività che costituisca violazione del diritto d’autore ed in generale le azioni per il risarcimento dei danni.